Diari del campeggio parte 2

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Diari del campeggio parte 2

Non so come si sia sparsa la voce su come mi fossi scopato Jody, ma sicuramente deve essere successo tra le ragazze del campeggio, dato che una sera tardi ne sentii una bussare alla porta.
Non mi aspettavo affatto che fosse una delle ragazze e sono rimasto leggermente scioccato nel trovare una giovane donna sulla soglia della mia cabina all'una di notte.
L'ho riconosciuta subito dalle sessioni del campo: Sandra. Era alta 5'6, capelli neri lunghi fino alle spalle e occhi verdi, vestita con un soprabito.

"Signore-"
"È l'una di notte, torna al tuo dormitorio." l'ho avvertita, sbirciando fuori dalla porta.

Era abbastanza buio che nessuno si era accorto che era arrivata. Se qualcuno l'avesse vista lì, come capo del campo ci si sarebbe aspettato che la punissi con le faccende domestiche per aver infranto le regole del campo. Ma sfortunatamente ero stanco e avevo cercato di addormentarmi senza fortuna.

"Per favore, ho bisogno di parlarti." implorò Sandra, in silenzio. "È importante."
Mi sono fermato un attimo, chiedendomi se avesse fatto qualcosa di sbagliato.
"Entrare."

Mi sono fatta da parte per farla entrare nella mia cabina, controllando che non ci fosse nessun altro a vederla.
Non appena ho chiuso la porta, il suo comportamento è cambiato bruscamente e si è tolta il soprabito.

"So che ti sei fottuto Jody."
Mi sono fermato sul posto - terrorizzato - ma ho mantenuto la mia faccia ferma e controllata.
"Di che diavolo stai parlando?"
"Me l'ha detto, si è confidata con me, ma ascolta", ha continuato, la voce tremante per l'intensità della confessione. "Ho bisogno che tu faccia qualcosa per me"
"Uscire."
"No, devi ascoltare", supplicò, colmando il divario tra di noi. "Non dirò a nessuno quello che hai fatto se fai questa cosa per me."

Esitai alla disperazione nella sua voce, i miei occhi la studiarono per un momento.

"I miei genitori vogliono portarmi a casa il mese prossimo, ma non posso tornare lì, vogliono che sposi un ragazzo più grande della chiesa, non posso andare fino in fondo", ha spiegato, con la voce rotta. "Ma tu puoi aiutarmi."
"Sposare?? Non sei nemmeno...»
“Sarà solo un matrimonio a parole, non legalmente. Ha già una moglie. Lei spiegò.
“Come diavolo posso aiutare con quello? Sono il capo del campo, per l'amor di Dio.» l'ho informata. "E stai infrangendo le regole stando qui."
"Per favore, fottimi", mi interruppe bruscamente, implorando. "Mettimi incinta, così non posso tornare indietro, lui non mi vorrà e la chiesa si rifiuterà"
«Non essere così dannatamente stupido.»
«Per favore», implorò, colmando il minuscolo spazio tra di noi e afferrandomi per le braccia. "Solo una scopata, vieni dentro di me e mettimi incinta e possiamo dimenticarci che sia mai successo... non lo dirò a nessuno."

Esitai alle sue parole, i miei occhi incontrarono i suoi. Era tragicamente bella, non era una sorpresa che un uomo sposato più anziano cercasse di rapirla e tenerla per sé come un gioco. E ovviamente lei era qui nel campo, un posto dove le ragazze adolescenti venivano mandate per il loro cattivo comportamento e le gravidanze adolescenziali. Senza dubbio aveva succhiato il cazzo da qualche altra parte.

“Ma allora che mi dici del bambino? Cosa accadrà?"
"Resterò qui, come le altre ragazze e lo prenderò, poi andrò a casa, crescerò come si deve." Mi rassicurò, la sua voce si addolcì. «Non dovrai più sentirmi.»

Annuii, riflettendo per un momento. L'idea di generare un figlio con questa giovane donna che conoscevo a malapena era folle, ma comunque il mio cazzo si indurì sempre di più nei miei pantaloni. Potrei semplicemente godermi il momento, pompare il mio carico nella sua fica e buttarla giù dal letto per partorire.

"Perché dovrei farlo per te?" le chiesi bruscamente.
Fece una pausa, il suo viso si abbassò. Proprio quando pensavo che potesse piangere, l'ha sollevata in alto per rivelare le sue tette senza reggiseno.

Ho allungato la mano per afferrare i suoi capezzoli rosa, una reazione che l'ha fatta sussultare. Le sue tette non erano male, non grandi come quelle di Jody ma altrettanto rotonde e rosee. Le tirai il capezzolo, pizzicandolo e torcendolo dolcemente, godendomi il respiro affannoso che continuava dalla sua bocca.

"Cos'altro?" Ho chiesto.

Si fermò di nuovo, procedendo a togliersi i pantaloni e le mutandine, rivelando la sua figa rasata.

"Ti lascerò fare qualsiasi cosa."

Feci un passo avanti, infilando un dito nella sua fica, abbastanza stretta.

"Bene. Ma lo faremo alle mie condizioni. conclusi, aprendomi la cerniera dei pantaloni.

“Grazie, grazie mille.” Rimase senza fiato, spaventata e felice allo stesso tempo.
"Appoggiati al tavolo laggiù", le dissi, severamente.

Lei annuì, temendo ora che ciò stesse realmente accadendo, sospetto.
Ha fatto come le era stato detto, rivelando la figa rasata e il culo rotondo. Si chinò, appoggiandosi al tavolo. L'ho seguita velocemente, ho fatto cadere la mia asta completamente eretta e l'ho spinta dritta nel suo buco, senza esitazione. Ha gridato in mezzo alla sorpresa e al dolore - sospetto che avesse sperato almeno che le leccassi la figa per farla bagnare prima.
Non ho perso tempo a scopare, spingendomi in profondità nella sua fica, forte e veloce, spronato dai suoi rantoli dolorosi. Le mie mani trovarono la loro strada sulla sua parte superiore che aveva ancora addosso, aggrappandosi ai suoi seni senza reggiseno spingendo su e giù alla velocità del nostro cazzo.

Era solo per farla iniziare, ovviamente.

La sua figa era stretta e si stringeva contro il mio cazzo. Mi chiedevo se la sua bocca potesse fare lo stesso. Ho strappato il mio cazzo da lei e l'ho spinta a terra sulla schiena, montandola ancora una volta.

"Mi fai male!"
"Vuoi che ti metta incinta?" Le ho chiesto. "O hai cambiato idea?"

Scosse nervosamente la testa, al che io risposi accovacciandomi sopra la sua testa e infilandole il cazzo in fondo alla gola. Le tenni il viso tra le mani, fottendole la bocca più e più volte, guardandola vomitare e disperarsi all'infinito.

"Mi piace la sensazione della tua bocca quasi quanto la tua figa", le chiesi, guardando i suoi occhi che lacrimavano alla spinta del mio cazzo. "Se sei ancora in giro il mese prossimo, potrei doverlo rifare."

Ho continuato a costringerla a succhiarmi dalla base alla punta finché il suo viso non ha cominciato a diventare di una preoccupante sfumatura di rosso, a quel punto l'ho rimossa brutalmente dal mio cazzo. Montai invece il culo sulle sue labbra, sentendola contorcersi per il disgusto contro di me.

"No-"
"Leccami", le dissi, "se vuoi che venga dentro di te".

Ha piagnucolato contro il mio buco del culo e alla fine, quando ha capito che non mi sarei alzato per liberarla dal mio peso, ho sentito la sua lingua leccare controvoglia la lunghezza del mio buco, pungolando l'ingresso e stuzzicandomi con la sua forza.

"Ahh Sandra, penso che tu sia brava in questo..."

Continuai a masturbarmi, godendomi la pressione della sua lingua, spronata dalle lacrime nei suoi occhi per la faccia fottuta. Stava cominciando a essere troppo per entrambi.

"Penso di essere pronto a soffiare il mio carico nella tua figa", ansimai, mentre il precum iniziava a raccogliersi sulla punta del mio cazzo.
Mi staccai dal suo viso, Sandra senza fiato e rossa in viso.

"Sei sicuro di volerlo fare?"
"Sì", supplicò tra un respiro e l'altro. "Devi…"

L'ho tirata su dal pavimento e l'ho messa su mani e ginocchia.

"Aspetta lì e non muoverti." le ordinai, alzandomi per recuperare qualcosa dal ripostiglio.

Sono tornato e l'ho trovata nella stessa posizione, il culo per aria con la fica che aspettava pazientemente che il mio carico penetrasse. Mi guardò da sopra la spalla per vedere che tenevo in mano una corda e due fermagli per bulldog.

"A cosa serve??" chiese, in preda al panico.
"Come ho detto, lo faremo a modo mio." la informai, legandole un'estremità della corda attorno alla gola e tenendo l'altra.
"A cosa servono le clip ??"

Ho tirato con forza la corda attorno al suo collo mentre si era girata per vedere cosa stavo per fare, per cui ha gridato.

"Resta nella posizione, come ti ho detto." le ordinai, accovacciandomi al suo fianco.

Contro i suoi desideri, ho messo le mollette sui suoi teneri seni, ricevendo un sussulto doloroso a ogni pizzico.

"Fa male.."
"All'inizio lo farà, ma renderà il tuo orgasmo più forte." l'ho rassicurata. "E mio. Su cui sono sicuro che fai affidamento.

Lei annuì, i suoi occhi si riempirono di dolore e paura.

"Stai rilassata, questo dolore non è niente in confronto al parto", dissi, tornando a montarla da dietro. "Sei sicura che sia questo quello che vuoi Sandra?"
Lei annuì ancora una volta: "Sì".

Ho fatto scivolare il mio cazzo nella sua figa dolorante, una mossa che ha causato un gemito doloroso da parte di Sandra mentre le riempivo di nuovo la fica senza lubrificante.
Era abbastanza bagnata da farmi godere almeno.
Ho tenuto la corda, tirandole il collo teso mentre mi spingevo dentro e fuori da lei, le mie palle che sbattevano contro il suo sedere. Questa volta iniziò a gemere copiosamente, una combinazione di dolore e piacere mentre le sue tette serrate oscillavano avanti e indietro, la sua figa mi stringeva di più il cazzo.

“Oh sì…” esclamò. "si…."

Tirai più forte la corda, godendomi il sussulto spaventato delle sue labbra. Per un momento fu paura, ma mentre i momenti si trasformavano in minuti, iniziò a godersi ogni tirata, ogni rimbalzo delle sue tette serrate. Non ci sarebbe voluto molto.

"Dio mio…"

Ho aumentato la velocità della scopata, a quel punto ho dovuto allacciarmi la corda intorno al polso così da poterla tenere per i fianchi e spingerla ferocemente nel mio cazzo, palla dentro di lei. Ho sentito la sua figa stringersi più forte che mai, mandandola in delirio mentre iniziava a venire, urlando e gridando mentre le ondate di paura e piacere la strangolavano. La sensazione della sua fica stretta e pulsante mi ha spinto oltre il limite e sono entrato dentro di lei, il mio cazzo ha rilasciato un'enorme dose di sperma.

Si contorceva contro di me non appena si rendeva conto di quello che avevo fatto, spaventata dalla consapevolezza che probabilmente ora sarebbe stata incinta. Era una pillola agrodolce per la sua rondine.

"Stai fermo". le ordinai, tirando ancora una volta la corda.

Stava piangendo ormai, un misto di paura e piacere l'aveva sopraffatta. Mi sono reso conto che l'intero calvario doveva essere stato terrificante per lei, trovandosi in un tale dilemma.
L'ho spostata sulla schiena, appoggiando il cuscino più vicino del divano sotto il suo sedere con le gambe alzate.
Le lacrime le rigavano il viso.

"Resta così per un po', se vuoi che funzioni." le ho detto, la corda ancora attaccata al collo.

Il più piccolo gocciolio di sperma scivolò fuori dalla sua figa esaurita, la maggior parte trattenuta all'interno dall'angolo del suo corpo.
Quasi mi aspettavo che si alzasse e se ne andasse, forse pentendosi della sua decisione. Ma invece è rimasta lì, sulla schiena con un cuscino che le sosteneva il culo e la figa incinta.
Mi sono reso conto di essere ancora eccitato, sopraffatto dalla situazione. Il mio cazzo era duro come la roccia.
Mi sono ritrovato ancora una volta accovacciato sul suo viso in lacrime, la corda in una mano, il cazzo nell'altra, prima di ficcarglielo in gola per la seconda volta. Sarei venuto in un buco, ho pensato tra me, tanto vale provare tutti e tre.

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